Hans Herbert Grimm e il soldato Schlump, un’altra vittima dei roghi nazisti di libri

Ho parlato in un altro articolo di Stefan Zweig e di come sia diventato uno degli autori proibiti dai nazisti, una volta giunti al potere. Un altro scrittore tedesco che subì il medesimo destino ed ebbe, a sua volta, una sorte drammatica, è Hans Herbert Grimm, un autore quasi sconosciuto al giorno d’oggi.

Di questo scrittore tedesco non ci sono notizie molto dettagliate per colpa, tant per cambiare, della furia nazista contro la cultura in genere.. Vorrei spendere ugualmente due parole per quest’uomo dimenticato dalla storia e dalla letteratura.

Hans Herbert Grimm

Nel 1928 Grimm pubblica un romanzo intitolato Il soldato Schlump. Schlump, il protagonista del libro, è un ragazzo poco più che adolescente, il quale allo scoppio della guerra, nel 1914, si arruola insieme ad alcuni amici nell’esercito tedesco. Si ritrova, così, con l’uniforme da soldato e il fucile in mano, a viaggiare su un convoglio ferroviario diretto verso il fronte occidentale. Schlump è, fondamentalmente, un incosciente che non ha la minima idea di quanto sta facendo. Per fare un paragone comprensibile a noi uomini moderni, possiamo affermare che Schlump è una sorta di Forrest Gump della Grande Guerra. Inconsapevole, piuttosto assente, a volte un po’ rimbambito, attraversa prove incredibili, sopravvivendo sempre, laddove gli altri periscono e soffrono. Passa indenne attraverso la guerra, dunque, nonostante le sue brutture e fa ritorno in Germania, partecipando al caos totale del rientro in patria in un’atmosfera surreale che sembra quasi tendere al racconto fantastico. Si ritroverà, infine, a giungere nella Germania dei mesi immediatamente successivi all’armistizio, una nazione dove ogni cosa appare sovvertita e caotica; dove pare un miracolo che qualcosa continui ancora a seguire le normali leggi della logica e della fisica. A lui, però, non sembra importare granché, grazie alla sua stralunata indole. L’importante è, per Schlump, essere sopravvissuto e aver fatto ritorno al suo paese.

Grimm era un pacifista e il suo libro lo dimostra ampiamente. Fu per questa ragione che decise, quando trovò un editore nel 1928, di usare uno pseudonimo. In quegli anni, infatti, i nazisti si stavano avviando a grandi passi a prendere il potere in tutta la Germania e l’autore del soldato Schlump non si sentiva al sicuro. Il libro, per la verità, fu pubblicato senza problemi ma nel 1933 fu inserito nella lista dei testi proibiti e bruciato insieme a quelli di tanti altri, come Stefan Zweig e Edlef Köppen (del quale parlerò prossimamente).

Grimm non rivelò mai a nessuno di essere l’autore del soldato Schlump né prima, né dopo il rogo nazista dei libri. Il motivo è semplice: lui era un pacifista, per giunta antinazista, ma non era un cuor di leone. Come tanti, era una persona normale. Desiderava soltanto scrivere e dedicarsi all’insegnamento, mestiere che svolgeva alle scuole superiori. Non ardeva di coraggio, e non lo dico in senso denigratorio. D’altronde, è difficile avere coraggio in un mondo popolato di nazisti, nel quale le notizie sull’incarcerazione e la persecuzione degli oppositori politici si rincorrono di continuo. Grimm, a differenza di altri, come Zweig, non emigrò nemmeno quando Hindenburg nominò Hitler cancelliere. Non lo fece neanche più tardi quando, ormai, il potere nazista aveva assunto il colore del sangue. Anche qui la motivazione è semplice: Grimm non ebbe il coraggio di abbandonare la sua abitazione, il piccolo paese nel quale risiedeva e il suo lavoro. Ragioni perfettamente umane e condivisibili, a ben guardare.

Per non incorrere in scocciature e non rischiare di essere considerato un oppositore politico, Grimm si iscrisse al  partito nazionalsocialista di Hitler. Ancora una volta il motivo è profondamente umano: sperava, tramite l’iscrizione, di essere lasciato in pace. Forse, come molti ritenevano possibile, la tempesta sarebbe passata prima del previsto. Purtroppo, invece, la tempesta non passò. Venne il periodo delle annessioni e della politica in salsa militare del “fatto compiuto”, secondo la teoria del Blitzkrieg di Hitler e, infine, giunse anche la guerra.

Grimm restò sempre in Germania, continuando ad insegnare e seguitò a tenere segreta la propria identità di autore del romanzo proibito (e ormai dimenticato) Il soldato Schlump. Nel 1945 la guerra finì e giunse il tempo della pace, anche se questo è soltanto un modo comodo di raccontare le cose in modo da nascondere molti punti oscuri del dopoguerra. Dopo la Seconda Guerra mondiale, infatti, iniziò un nuovo conflitto che era in preparazione già da qualche anno: la cosiddetta Guerra Fredda. Mentre i campi di sterminio nazisti erano liberati da sovietici e americani (ma non tutte le categorie di prigionieri furono liberate subito e non tutte ebbero diritto ai risarcimenti e ad essere ricordate come vittime del terrore nazista), i vincitori stabilivano quale dovesse essere la sorte della Germania sconfitta. Non diversamente da quanto avvenuto nel 1919, presero delle decisioni nefaste, giusto in tempo per confermare come dalla storia non si impari mai nulla.

La Germania, dunque, fu suddivisa in due parti. Ciascuna delle due faceva capo ad un’area di influenza diversa ed era indipendente dall’altra. La Germania Ovest era afferente al blocco occidentale dei vincitori della guerra, mentre la Germania Est faceva capo al blocco sovietico, poiché l’Armata Rossa era stata l’altra grande vincitrice del conflitto da poco cncluso.

Grimm si ritrovò a risiedere nella Germania Est comunista (per quanto del comunismo del 1917 possedesse ben poco). Finita la guerra, Grimm riprese ad insegnare e a condurre la sua vita ordinaria, continuando ad abitare nella stessa casa di una volta, insieme alla moglie. I problemi, però, non erano finiti per lui. Nessuno scoprì mai come l’autore del soldato Schlump fosse lui, a tal punto aveva custodito gelosamente questo segreto. Qualcuno, però, venne a sapere della sua iscrizione al partito nazista. Ovviamente tutto ciò fu ritenuto inaccettabile nel dopoguerra e nella Germania Est sotto protettorato sovietico. Intervennero dunque la Stasi e alcuni rappresentanti del partito comunista. Grimm perse il lavoro di insegnante, che era una delle sue ragioni di vita, per cui aveva sopportato l’orrore nazista senza professare né il suo pacifismo, né di essere uno scrittore. A nulla valsero le testimonianze delle sue studentesse, le quali dissero sotto giuramento che Grimm era antinazista. Nemmeno il racconto di come lui, durante la guerra, avesse fatto leggere loro le opere di autori proibiti servì a niente. Secondo le autorità della Germania Est, Grimm risultava essere stato iscritto al partito nazista, pertanto non poteva seguitare a fare l’insegnante.

Per l’autore del soldato Schlump si spalancarono le porte dell’amarezza e della disperazione. Fu divorato dal senso di colpa e dall’angoscia di non poter più fare l’insegnante.

La copertina dell’edizione italiana del romanzo, con il vero nome dell’autore finalmente presente

Una mattina del 1950, sua moglie uscì di casa per fare la spesa. Quando rincasò, trovò ad attenderla il cadavere del marito, suicidatosi mentre lei era fuori. Non aveva retto al senso di colpa per essersi iscritto al partito nazista e alla depressione, seguita al licenziamento dalla scuola in cui insegnava. Nessuno ricordò più Hans Herbert Grimm.

Bisognerà attendere il 2008 perché, del tutto casualmente, qualcuno ritrovi il manoscritto originale de Il soldato Schlump e tutti vengano a sapere chi ne è il vero autore. Finalmente, con imperdonabile ritardo, il nome di Hans Herbert Grimm potrà comparire sulla copertina del suo romanzo del 1928.

Pubblicato da gchiarol

Autore di La Morte attende tranquilla e La crepa (Meligrana Editore)

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