Un nuovo libro per bambini: “Hanno rapito uno scoiattolo! – Una indagine per Babbo Natale”

Eccoci oggi con un libro un po’ particolare. In attesa di ripresentarlo durante la prossima stagione natalizia, esce il mio primo libro per bambini (ma è adatto anche agli adulti ai quali piacciono le storie di Natale). Uscito dopo un lungo lavoro di preparazione, dovuto anche al fatto che questa storia non era inizialmente concepita per diventare un vero e proprio libro, arriva, dunque, Hanno rapito uno scoiattolo! – Una indagine per Babbo Natale, pubblicato da Meligrana Editore.

Il libro, a differenza degli altri, è disponibile al link qui sotto, solo su Amazon e non su altri siti di vendita libri:

Hanno rapito uno scoiattolo! – Una indagine per Babbo Natale

Ecco qui anche la trama del libro, che contiene le bellissime illustrazioni (da colorare) della maestra elementare (o di scuola primaria, come si dice più propriamente oggi) Laura Fabian:

Vicino al Polo, dentro una grande foresta di abeti, vivono Babbo Natale e i suoi elfi. Tutti sono indaffarati con i preparativi per il Natale che si avvicina quando, una notte, un intruso si introduce nella casa di Babbo e rapisce lo scoiattolo Annibale. Scoperto il misfatto, Babbo si lancia subito in un’indagine insolita e forse pericolosa per riportare a casa lo scoiattolo e scoprire chi può aver osato portarlo via, penetrando perfino nella sua abitazione. Riuscirà, Babbo, a ritrovare Annibale facendolo rientrare a casa prima di Natale? E riuscirà a evitare le trappole tese dal misterioso rapitore? Scopritelo subito in questa strana e avvincente storia natalizia!

In anteprima, qui sotto, l’incipit:

1.

Un mistero nella notte

Il vento ululava minaccioso tra le montagne innevate e debolmente illuminate dal fioco chiarore della luna invernale. Un vortice di infiniti fiocchi di neve scendeva dal cielo con lentezza, andando ad aumentare ancora di più lo spessore del manto nevoso che ricopriva ogni cosa: montagne, alberi, piante, erba e case. Sì, perché nel folto del bosco si ergeva una grande casa circondata da un gruppetto di altre costruzioni più piccole. La casa era tutta dipinta di rosso, mentre le porte e gli scuri chiusi erano colorati di un bel verde profondo. Anche le casette, che si intravedevano intorno, quando la tormenta diminuiva un po’ la sua forza, apparivano colorate con diverse tinte sgargianti. Sembrava, però, che ormai il bianco della neve stesse per inghiottirle tutte, tanta ne era caduta in quei giorni di dicembre. Ma chi abitava in questa grande casa nel bosco e in quelle più piccine, lì accanto?

La risposta è presto detta, miei cari lettori. Quella era l’abitazione di Babbo Natale, degli elfi suoi aiutanti e, ovviamente, delle famose renne che trainano la slitta la notte di Natale.

Il Natale, però, in questo momento ancora non era arrivato. Mancavano solo dieci giorni al grande evento e i preparativi fervevano, poiché c’erano un sacco di regali da produrre e da incartare. Ma non di notte, com’è ovvio. Durante la notte anche Babbo e tutti i suoi infaticabili aiutanti avevano bisogno di riposare e recuperare le energie. La grande casa rossa e quelle che la circondavano, dunque, erano avvolte nel silenzio e nel buio. Soltanto una luce tremolante sopra l’ingresso principale oscillava con un cigolio intermittente. Tutti dormivano, renne comprese, e l’unico suono che si poteva ascoltare era quello del vento che ululava, quando la tempesta di neve si faceva più forte.

Fu per questo motivo che Babbo si svegliò di soprassalto, appena sentì uno strano tonfo in casa. Babbo, infatti, riusciva sempre a cogliere il minimo rumore, anche durante il sonno.

Aperti immediatamente gli occhi, Babbo aveva già i muscoli tesi e le orecchie attente a captare ogni più piccolo segnale anomalo. Babbo era stato svegliato dal rumore di qualcosa, o qualcuno, che doveva aver sbattuto contro uno dei mobili della casa. Lui, infatti, era certo di aver sentito una specie di colpo sordo, da qualche parte, in una delle altre stanze.

Babbo spinse via le pesanti coperte invernali, si mise a sedere e, senza neanche guardare dove metteva le mani, trovò subito gli occhiali, sul comodino, e li inforcò. Poi, facendo attenzione a non fare rumore, si alzò e, indossata la sua vestaglia rossa, fece un paio di passi verso la porta della sua camera.

Sebbene gli scuri fossero chiusi, la stanza era rischiarata dal bagliore di una piccola e antica lampada, posata su un tavolino accanto alla finestra. Era un ricordo di quand’era bambino e, proprio come allora, ogni sera, prima di coricarsi, la accendeva per tenergli compagnia durante la notte. Senza quel chiarore amico, ormai non riusciva più ad addormentarsi. In quel momento, fu lieto di aver conservato quella vecchia abitudine. Sarebbe stata una grossa seccatura ritrovarsi lì, al buio, in piena notte mentre qualcosa o qualcuno sbatteva contro i mobili di casa sua.

Proprio mentre stava per fare un altro passo, Babbo udì un nuovo rumore. Sembrava una specie di clic metallico. In realtà, come subito gli fu chiaro, si trattava della porta alla fine del corridoio, fuori dalla camera. Quella porta, che presentava il difetto di emettere quel fastidioso clic ogni volta che veniva aperta, dava direttamente sulla scala a chiocciola che scendeva al piano di sotto. A questo punto, una cosa appariva chiara: non si era trattato di qualcosa, ma di qualcuno che aveva prima sbattuto contro un mobile e poi aperto la porta, producendo quel caratteristico clic che aveva appena sentito.

C’era un intruso nella casa di Babbo Natale, dunque? In piena notte e durante una tempesta di vento e neve?

Pubblicato da gchiarol

Autore di romanzi e racconti con Meligrana Editore

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