Per la scuola, gli insegnanti, i libri: per un mondo nuovo

Volete un mondo migliore? Allora fate vivere i vostri bambini in mezzo ai libri. Ma non limitatevi a questo. Sostenete la scuola, sostenete gli insegnanti che la tengono viva. Non siate come i tanti, troppi, che rimproverano sempre. ‘La maestra avrebbe dovuto sorvegliare meglio’; ‘l’insegnante avrebbe dovuto spiegare in questo o in quest’altro modo’, ‘i lavoratori della scuola hanno troppe ferie e non fanno nulla’ ecc ecc.

Queste sono solamente alcune delle frasi che sempre più spesso si sentono rivolgere gli insegnanti. Parlo per esperienza diretta: mia moglie è un’insegnante di scuola primaria e, d’altronde, nella mia vita ho conosciuto diverse maestre e maestri. Conosco abbastanza da vicino la situazione da sapere in quale modo incivile la scuola viene considerata a livello politico e, spesso (troppo spesso, devo dire), da molte persone comuni.

Invece, la scuola e i libri sono l’unico binomio possibile per creare un mondo migliore. Senza la lettura e senza i libri i vostri bambini cresceranno senza l’abitudine a ragionare con la propria testa; senza il pallino di porsi delle domande su ciò che vedono, sentono e leggono; senza la consuetudine ad affrontare le cose in modo meno banale e appiattito di quanto tenda ad avvenire nella vita quotidiana. Senza i libri, i vostri bambini cresceranno come tanti testoni decerebrati, con la mente atrofizzata e capace di dedicarsi unicamente ad un tifo sterile e chiassoso del ‘noi intelligenti’ contro ‘loro stolti’.

Sono i libri, e la scuola, a creare dei cittadini consapevoli i quali, sperabilmente, non si limiteranno a subire quanto il mondo propina loro per farglielo mandare giù a forza, ma si trasformeranno in forza propulsiva per immaginare prospettive nuove. Sì, la tanto vituperata scuola! Proprio quella, insieme agli altrettanto vituperati libri, potrà salvare il mondo dall’assenza di immaginazione che produce mostri, quali i molti politici degeneri con le loro orripilanti idee che trasudano intolleranza da tutte le parti. Senza immaginazione siamo tutti quanti già condannati all’oblio. E ve lo dice uno scrittore, uno che conosce il valore e il peso delle parole; uno che è consapevole, poiché lo fa ogni giorno, di quanto sia importante creare storie, mondi nuovi, personaggi inediti da raccontare. La scuola, la scrittura e la lettura non sono vuoti e sterili esercizi per perdenti. Sono, al contrario, le migliori armi, i migliori antidoti contro un mondo che sta costringendo un intero pianeta ad autodistruggersi, perché non è più in grado di immaginare realtà diverse da quelle del profitto, del capitale (sì, Marx è ancora lì, vivo e vegeto, che vi aspetta al varco con tutte le sue leggi perfettamente valide ancora oggi), della devastazione ambientale e della povertà intellettuale.

Fateli leggere, questi bambini. Appoggiate ogni iniziativa, da parte delle maestre e degli insegnanti in generale, volta a diffondere libri, cultura e immaginazione. Sostenete questi lavoratori della scuola i quali, come chiunque, non sono esenti da difetti, ma si impegnano quotidianamente nella fatica, troppo spesso simile a quella di Sisifo, di mandare avanti un sistema scolastico costantemente al collasso. Sosteneteli mentre, sottopagati e sotto organico, si dannano l’anima per far funzionare ciò che è rimasto della scuola, nell’indifferenza generale.

E poi, una volta a casa, fate sì che i bambini vivano in mezzo ai libri. D’accordo, io i libri li scrivo e forse rappresento una realtà particolare, anche da lettore, ma sono lieto che mia figlia sia nata e viva circondata dai libri. In casa nostra è sempre pieno di libri, ce ne sono dappertutto. In ogni stanza ci sono libri, spesso fuori posto, ahimè! Ma non importa, purché ci siano e mia figlia respiri libri e storie sempre nuove. Nel mezzo, magari, può essere che da grande trovi il tempo di leggere anche quelle create da me con tanta fatica, chissà. In ogni caso, sforzatevi di comprendere l’importanza della scuola e di tutto quanto ha a che fare con i libri, la lettura, la scrittura e l’allenamento dell’immaginazione. Sì, perché anche l’immaginazione va allenata e, senza i libri, essa si atrofizzerà in breve tempo.

Date, dunque, alla scuola quello che è della scuola, parafrasando il famoso detto. Date alle maestre e agli insegnanti ciò che è delle maestre e degli insegnanti. E date ai bambini ciò che è dei bambini, cioè dategli tanti libri e tante storie con cui nutrire la mente per affrontare sia i tempi luminosi, sia quelli bui. Saranno persone migliori e l’investimento ripagherà sicuramente la spesa.

Scuola e libri, non mi stancherò mai di ripeterlo, sono l’unica possibile salvezza del mondo. Lo dico da papà, da lettore e anche, non da ultimo, da scrittore. Scuola e libri.

Pubblicato da gchiarol

Autore di romanzi e racconti con Meligrana Editore

4 pensieri riguardo “Per la scuola, gli insegnanti, i libri: per un mondo nuovo

  1. Purtroppo è una guerra persa ormai. Lo dico da scrittrice e lettrice quale sono. Hai voglia a regalar libri e riempire scaffali di libri, chi non è portato alla lettura non li leggerà mai. Ho avuto un figlio che aveva a disposizione 3 mila libri a casa ma non gli è mai piaciuto leggere ma smontare oggetti, e da adolescente caduto anche lui nella rete dei videogamer ( non per scelta mia) e rimasto lí. Ho un nipotino a cui ho regalato fiabe e favole, mai lette da suamadrr, e che già a 2 anni è stato annegato nel mondo virtiale dei cell ( non per mia scelta). Una sorella insegnante che ha letto solo libri sotto esami vari e tanti amici allergici alla lettura. Inoltre vedo che piano piano molti negozi stan togliendo i libri per far spazio ad altre cose ( gadgets di star wars e supereoi) e questo mi addolora moltissimo. Ma la realtà è questa, una società che non avrà più carta stampata di nessun tipo. Ogni tanto spopola qualche titolo per ragazzini ( tipo la fiamma di Harry potter) ma poi… solo cenere in giro. 😟

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    1. Vorrei precisare, infatti, che io non mi riferivo al fatto di riempire gli scaffali di libri. Di per sé questo, a mio parere, serve a poco o niente. Il problema sta a monte. Finché non si riporterà al centro dell’attenzione la cultura, e con essa la lettura e i libri, e non le si presenteranno in modo da valorizzarle e far capire quanto siano importanti, qualsiasi altra cosa sarà inutile. Per questo motovo il mio pezzo parlava di scuola e insegnanti. Ora come ora sono considerati un inutile peso morto e questo è un errore di proporzioni colossali. Se i bambini non vedono qualcuno intorno a loro considerare importanti i libri e non hanno qualcuno che li accompagni fin da piccoli nella lettura, neanche un milione di libri servirà mai. Perciò, in conclusione, ripeto: scuola, libri e cultura.

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      1. La cultura ormai è considerata un suplus. La cultura è stata declassata. Al primo posto c’è la tecnologia. Io a casa mia avevo tutti quei libri non per scelta dei miei genitori ma perchè mi sono appassionata da bambina ai libri. I miei genitori non leggevano ma erano cresciuti in una società in cui la cultura era tutto. Adesso è considerata niente. Non credo che questa situazione verrà ribaltata perchè la tecnologia ormai ha più presa sui bambini. I genitori stessi sono tutti dipendenti da internet e questo non cambierà. I fondi dati alle scuole diminuiscono sempre di più. Ormai quasi tutte le spese son sulle spalle dei genitori. Strutture fatiscenti e insegnanti sottopagati. I genitori che fanno? Protestano? No. Sono troppo occupati a chattare e postare faccine e mettere like. Se ne fregano se la scuola dei figli ha carenze di ogni tipo. Non gl’interessa nulla dei problemi della scuola.

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        1. Scrivendo libri che ormai nessuno legge, io già adesso mi sento una specie di stregone dedito a strane e incomprensibili pratiche.
          Purtroppo tutto il meccanismo non è reversibile senza una presa di coscienza della situazione, ma proprio questo sembra ormai divenuto impossibile, soprattutto in Italia ma anche altrove.

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