Scrivere, pubblicare e promuovere un libro – l’incerta esistenza degli scrittori

Il mestiere dello scrittore è difficile, anche se a volte regala grandi soddisfazioni. Quando scorrete titoli e copertine in libreria, pensate anche a quanto sto per dire.
Mettiamo che tu scriva una storia, ad esempio un romanzo. Mentre lo scrivi hai mille dubbi. Non sai se sei in grado di portare a termine un testo così lungo, è la prima volta che lo fai. Sarai in grado di scrivere qualcosa di interessante? O sarà un testo noioso e di basso livello letterario?
Dubbi su dubbi, mentre tenti di andare avanti. Poi, un giorno, finisci il tuo testo e lo consegni ad un paio di lettori di prova. Supponiamo, ora, che lo trovino bello e ti aiutino ad eliminare un po’ di refusi. Inoltre, poniamo anche che ti diano qualche indicazione utile, circa qualche aspetto della trama o dei personaggi che a te non era venuto in mente. Bene, diciamo che, a questo punto, riesci a completare una prima stesura del testo.

Il mio primo romanzo, pubblicato nel 2018

E ora, che fare? Addentrarsi nella via impervia di trovare un editore? Sembra come il tentativo di scalare una montagna, ma senza attrezzatura e senza allenamento. Autopubblicare? Ma sarà poi una scelta sensata?
Con mille incertezze, cominci con l’invio del manoscritto a una sfilza di editori, anche piccoli, e magari sconosciuti, perché il tuo sogno è quello di vedere il testo trasformato in un libro vero, col tuo nome sopra. Passano i mesi e, come da prassi, nessuno risponde. Oppure rispondono un paio di tizi piuttosto improbabili, i quali vogliono sottoporti un contratto capestro, tagliare 110 pagine su 300 del romanzo e importi una copertina rosa e marrone orrenda. A malincuore, perché tu hai sempre il sogno della pubblicazione con un editore serio, rifiuti la proposta, chiedendoti se mai qualcun altro ti contatterà.

Il mio secondo libro, pubblicato l’anno scorso

Arriva, poi, il giorno in cui, dopo non sai più neanche quanto tempo, magari un anno o giù di lì, compare nella tua casella email il messaggio di un editore piccolo, il quale si mostra interessato al testo. Prendi un appuntamento telefonico e, sebbene ci siano una serie di aspetti da chiarire meglio, capisci di avere finalmente davanti una persona seria, che ha apprezzato quanto hai scritto e non ha la priorità di fregarti.
Dopo una serie di confronti, si trova il compromesso che, più o meno, si adatta alle esigenze dell’editore e alle tue. Qualche tempo dopo, si comincia a lavorare sulla preparazione del libro. Editing, impaginazione, revisione delle bozze, copertina e via dicendo. È un bel lavoro, quando si ha a che fare con un editore serio. A me, sebbene non sia stato solo merito mio ma la fortuna abbia giocato un ruolo molto rilevante, è capitato di trovarlo.
Infine, si arriva all’agognata pubblicazione e ti ritrovi tra le mani il tuo libro, vero e con il tuo nome stampato sopra, che tutti finalmente possono leggere. Il percorso del libro, però, non finisce certo qui. Iniziano, a questo punto, tutte le incertezze del “dopo”. Sarà un testo apprezzato? Avrà un minimo di diffusione? E poi bisogna fare qualche presentazione, e quindi: dove andare, da chi farsi affiancare mentre si parla? Senza contare, poi, grossi dubbi del tipo: sarai in grado di presentarlo bene, il libro? Verrà qualcuno all’incontro? Le presentazioni non sono esattamente affollate, se non si è famosi. E io non sto parlando di autori molto noti, col grande marchio editoriale dietro. No, io parlo di chi si fa il culo e scrive per l’editore piccolo, il quale non ha i mezzi per darti più di tanto supporto e, quindi, tutto si trasforma in un fai da te, nell’oscurità.
Magari la presentazione riesce anche bene, ma il libro, in generale, quante copie sta vendendo? Per saperlo bisognerà aspettare almeno un anno e mezzo, forse di più. Per vedere i diritti d’autore (spiccioli, nel vero ed unico senso della parola) un paio d’anni, se va bene. L’autore è sempre l’ultimo ad avere notizie e ad essere pagato, sappiatelo.

Riuscire ad organizzare una presentazione, è sempre un traguardo importante

Nel frattempo tu vivi l’avventura navigando a vista. Ogni tanto qualcuno (solitamente molto pochi) ti fornisce qualche impressione di lettura e, quando si tratta di una persona che ha apprezzato e capito il valore della tua scrittura, indubbiamente ti si scalda il cuore. Certo, vorresti sapere anche se, almeno mediamente, gli ignoti che hanno comprato il libro l’hanno letto fino alla fine oppure l’hanno gettato nel cestino, ma chi lo sa? Se non sei famoso, vivi nell’ombra ed è difficilissimo diffondere un libro di un autore non noto. Alcune persone che conosci direttamente neanche lo leggono, per dire. In Italia, poi, con l’epidemia di non-lettura diffusa in modo endemico ovunque, va ancora peggio.
Ecco, pensateci quando scorrete i titoli sugli scaffali di una libreria. Certo, anche tra i piccoli editori ci sono i ciarlatani, ma ci sono anche quelli bravi che pubblicano ottimi libri. E molti autori si fanno davvero il culo per produrre libri di qualità, pur senza avere chissà quale supporto alle spalle, solo per poi rimanere in attesa di qualche sporadico segnale di fumo da parte di qualcuno che mostri di aver compreso e apprezzato il senso di tanto sforzo letterario.
Vedere un proprio libro pubblicato da un bravo editore è una grande soddisfazione. Io ho avuto la fortuna di vedere non solo uno, ma anche un secondo mio romanzo, pubblicati. Tutto ciò mi dona molta gioia, ma ricevere qualche notizia da eventuali lettori, in quelle rarissime occasioni in cui succede, me ne regala è ancora di più.

Pubblicato da gchiarol

Autore di La Morte attende tranquilla e La crepa (Meligrana Editore)

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