Reinhard Heydrich, la Bestia Bionda che non tutti conoscono

Proseguendo con alcuni articoli che spiegano alcuni aspetti collegati in modo più o meno diretto ai miei libri, oggi affronto un argomento tetro, durante uno dei periodi ancora più tetri del Novecento: il Terzo Reich di Hitler. Come ho esposto in modo più approfondito in questo video, è fondamentale continuare a parlare dell’ideologia fascista e nazista, oggi. A maggior ragione lo è alla luce dei recenti fatti che sconvolgono gli Stati Uniti.  

Proseguiamo, però, il discorso su Heydrich. Perché ho voluto dare proprio a lui un ruolo di primo piano nella Germania del Quarto Reich del mio libro, sebbene a più di qualcuno il suo nome dirà poco o nulla? I motivi sono molteplici ma, innanzitutto, la questione principale si riassume in tre parole: conferenza di Wansee.
Prima di arrivare lì, però, è necessaria qualche parola per far capire a chi non lo conoscesse perché Heydrich sia stato uno dei più feroci ed importanti dirigenti nazisti nella Germania di Hitler.

Reinhard Heydrich, la Bestia Bionda del Terzo Reich

Senza volerne fare una biografia completa, cosa impossibile qui, mostrerò gli elementi a mio avviso più rilevanti del personaggio. Da giovane, negli anni della Repubblica di Weimar, dopo essersi arruolato nei Freikorps, entra in Marina guadagnando il grado di sottotenente di vascello. In teoria, se si fosse trattato di chiunque altro, il giovane Heydrich avrebbe potuto ambire ad una carriera da ufficiale di tutto rispetto. Al contrario, comincia ad emergere subito il suo lato ambizioso (ma che sconfina con la più folle imprudenza), caratteristica che gli consentirà di fare carriera durante la fase nazista. Heydrich, fidanzato con la figlia del suo ufficiale superiore, decide di punto in bianco di lasciarla per un’altra donna. La giovane abbandonata, però, anziché stare in silenzio, racconta al padre l’accaduto e quest’ultimo, forte del suo grado e del suo curriculum, fa scoppiare uno scandalo. È così che Heydrich finisce sotto processo.

Non contento di essersi cacciato in un vespaio più grande di lui, lo scapestrato Heydrich insulta durante il dibattimento il suo superiore, convinto di poter fare ciò che vuole. Non trovandosi, però, nella Germania nazista, bensì nella Germania di Weimar del primo dopoguerra, Heydrich viene congedato con disonore dalla Marina e diventa, di fatto, un fallito privo di futuro o, per essere più precisi, questo sarebbe stato quasi il suo destino, se Hitler e il partito nazista non avessero preso il sopravvento, di lì a non molto.

Himmler (a sinistra) e Heydrich (a destra)

La sua fortuna, infatti, arriva durante il periodo nazista, quando Himmler sta organizzando i servizi di polizia per il nuovo stato concepito da Hitler. È a questo punto che Heydrich, si può ben dire, vince la sua lotteria personale: Himmler, su suggerimento di un uomo di fiducia, contatta Heydrich e lo arruola nel nuovo apparato di polizia, con l’incarico di raccogliere dei dossier contenenti informazioni compromettenti su una serie di persone che potrebbero nuocere al nuovo potere nazista. Pare quasi inutile sottolineare che i metodi di raccolta delle informazioni includono anche la fabbricazione di notizie e prove false, cosa nella quale Heydrich eccelle.
Da semplice funzionario di basso livello, Heydrich, grazie all’ambizione priva di freni che lo contraddistingue, sfrutta la mole di informazioni in suo possesso per avvicinarsi ad Himmler e ne ottiene l’amicizia. A quel punto, il più è fatto. Himmler, infatti, promuove Heydrich sempre più in alto, fino a renderlo responsabile, a fine anni Trenta, della Gestapo, del servizio segreto e delle Einsatzgruppen. Queste ultime sono dei corpi speciali incaricati di rastrellare gli ebrei (generalmente si tratta di rastrellamenti di enormi quantità di persone), portarli in campagna o in mezzo a qualche bosco, ed eliminarli in gigantesche fosse comuni, facendone perdere le tracce per sempre. È così che decine di migliaia di ebrei vengono uccisi, anche grazie all’infinito zelo di Heydrich, all’inizio della guerra.

Vale la pena ricordare, per inciso, come il suo mentore, Himmler, nel corso degli anni si sia distinto per l’insolita abilità nel ripescare diversi altri falliti dal dimenticatoio nel quale erano finiti, per trasformarli in perfetti e sanguinari dirigenti nazisti. Ne citerò, a titolo di esempio, solo due di grande rilievo (ma la lista è più lunga). Il primo è Theodor Eicke, un ex paziente di un ospedale psichiatrico il quale, fin dal 1933, diviene una delle figure chiave nella gestione della rete di campi di concentramento nazisti; il secondo è Odilo Globocnik, ripescato da Himmler dopo essere stato coinvolto in pesanti accuse di malversazione e anche lui figura di spicco durante lo sterminio nei campi dell’Europa dell’est. Successivamente, lo troviamo comandante durante l’occupazione nazista di Trieste (Globocnik, infatti, proveniva da una famiglia mista austro-ungarica proprio di Trieste). Tra l’altro Globocnik avrà un ruolo importante anche nella gestione e costruzione del campo di concentramento a san Sabba.

Tornando, invece, ad Heydrich, venuto inizialmente a contatto con il nuovo regime grazie alla moglie Lina von Osten e definito, non a caso, la Bestia Bionda, pare che alcuni lo ritenessero più pericoloso perfino di Hitler, a causa dell’ambizione sfrenata che lo animava e del modo invasato col quale perseguiva gli obiettivi nazisti.

Heydrich (sulla sinistra) insieme ad Himmler e Hitler

Nonostante un incidente occorsogli all’inizio della guerra, quando prestava servizio anche come pilota della Luftwaffe e nel quale fu abbattuto in territorio nemico mentre pilotava il suo aereo, la carriera di Heydrich non si ferma. Himmler e Hitler passano un brutto quarto d’ora, quando apprendono dell’abbattimento del velivolo di Heydrich, anche perché non erano stati avvertiti della sua intenzione di pilotare un aereo in un’azione di guerra. Questo episodio, che richiama l’imprudenza di Heydrich durante il processo quando era in Marina, molti anni prima, mostra uno dei lati del suo carattere che gli saranno fatali: l’imprudenza e l’arroganza nel credersi sempre nel giusto e al di sopra di tutto e tutti.
Dopo l’incidente, ad ogni modo, Heydrich viene nominato governatore del Protettorato di Boemia e Moravia, un enorme territorio del quale diventa, nei fatti, dittatore assoluto, instaurando il terrore ovunque e facendo impennare il numero di morti, deportati e sospettati di azioni antinaziste (i quali, comunque, sono destinati ad una brutta fine).
Siamo verso l’inizio dell’autunno del 1941, ma la consacrazione definitiva ad altissimo dirigente nazista arriva per lui qualche mese dopo, nel gennaio 1942. È allora, infatti, che Heydrich, insieme ad un ristretto gruppo di capi nazisti, partecipa, alla presenza di Hitler, alla cosiddetta conferenza di Wansee. Si tratta di una riunione nella quale viene discussa la messa in pratica dell’eliminazione totale degli ebrei, la famigerata “soluzione finale della questione ebraica”.


A questo punto, però, mentre Heydrich e i nazisti seminano morte e distruzione ovunque, nasce l’Operazione Anthropoid. In breve, un piccolissimo commando addestrato in Inghilterra e composto da Jan Kubiš e Jozef Gabčik, entrambi fuoriusciti proprio dal Protettorato di Boemia e Moravia di cui Heydrich è dittatore, organizza un’azione disperata per realizzare un attentato per uccidere la Bestia Bionda. Kubiš e Gabčik, dopo essere stati paracadutati in territorio nemico, raggiungono Praga e, con l’aiuto di pochi collaboratori, riescono ad organizzare l’azione.

La Mercedes scoperta di Heydrich, dopo l’attentato

Una mattina di fine maggio 1942, Heydrich esce dalla sua residenza e si reca, insieme all’autista, a Praga su una Mercedes decappottabile. Uno dei due attentatori esce da dietro il grosso palo di un faro dell’illuminazione pubblica, impugnando una mitragliatrice la quale, mentre lui preme affannosamente il grilletto, si inceppa. Il suo compagno, allora, posizionatosi dietro la Mercedes, innesca una bomba a mano e la lancia contro l’auto, ma la bomba colpisce una ruota, anziché cadere al suo interno. L’autista muore, ma Heydrich riporta soltanto ferite leggere. Mentre i due attentatori si dileguano, Heydrich tenta addirittura di sparare ai suoi attentatori, ma perde i sensi e viene trasportato all’ospedale di Praga. Le ferite sono lievi, ma pare che i farmaci necessari per curarle manchino e, dunque, dopo alcuni giorni in cui le condizioni della Bestia Bionda peggiorano gradualmente, sopraggiunge la morte.

Heydrich e la moglie Lina von Osten il giorno prima dell’attentato, lla sera del 26 maggio 1942

Nel frattempo, Kubiš e Gabčik trovano riparo nella chiesa dei santi Cirillo e Metodio, dalla quale, però, non sanno più come uscire senza dare nell’occhio. I nazisti, intanto, non stanno con le mani in mano e, dopo un iniziale nulla di fatto nelle indagini, riescono a trovare la pista giusta, grazie ad un delatore. Vengono mandati decine e decine di uomini armati fino ai denti presso la chiesa di Cirillo e Metodio per stanare gli attentatori, ma i nazisti hanno fatto male i conti. Per accedere alla chiesa, infatti, è necessario, passare attraverso lo stretto portale d’ingresso ed è così che Kubiš e Gabčik, ancora armati, falciano un’enorme quantità di soldati nazisti. Una facile operazione di cattura di due attentatori rinchiusi in una chiesa, si trasforma in una carneficina, per i nazisti.
Alla fine, però, potendo contare su uomini e armi in quantità infinita, questi riescono ad entrare nella chiesa, mentre i due attentatori si rifugiano in un seminterrato per l’ultima resistenza. Finché hanno munizioni, i due sparano e uccidono. Quando queste terminano, Kubiš e Gabčik prendono una pastiglia di veleno che hanno tenuto sempre con sé, mettendo in atto l’ultima beffa ai danni dei nazisti. Quando questi giungono, infine, nel seminterrato, trovano i due uomini già morti: una carneficina, costata la vita a una quantità spropositata di soldati, per catturare due uomini morti.


La rappresaglia, mentre a Berlino si celebrano sontuosi funerali di stato per l’eroe del nazismo, è durissima e sproporzionata. I morti e i deportati raggiungono cifre ancora più alte del solito, ma la Bestia Bionda, ormai, non c’è più, sconfitta proprio dalla sua imprudenza nel voler circolare senza scorta, a bordo di un’auto decappottabile.


Per testimoniare l’importanza attribuita ad Heydrich all’interno dello stesso apparato nazista, basti dire che l’operazione di eliminazione degli ebrei portata avanti fino alla fine della guerra dall’apparato nazista, sarà ribattezzata Aktion Reinhard per ricordare la defunta Bestia Bionda.


Quale personaggio migliore, dunque, di Heydrich per guidare un ipotetico Quarto Reich, qualora l’attentato della primavera 1942 a Praga non avesse avuto successo, come del resto rischiò molto da vicino?

Pubblicato da gchiarol

Autore di La Morte attende tranquilla e La crepa (Meligrana Editore)

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